10/03/2008

Madrid

Questo weekend abbiamo deciso di fare una capatina a Madrid. Avevamo già avuto modo di visitare la Spagna, nel 2002, passando 10 giorni a Barcellona e quindi volevamo visitare anche una zona più interna.

Inultile specificare quanto funzioni bene il servizio di trasporto pubblico, per cui in breve (circa 40 minuti, cambiando 3 linee di metro) siamo arrivati alla nostra fermata, Sol, che, per chi non lo sapesse, è proprio al centro di Madrid.
La prima impressione dal punto di vista visivo e uditivo non è stata proprio delle migliori, in quanto la piazza di Puerta del Sol era affollatissima e si stava svolgendo anche una manifestazione di donne per qualcosa che aveva a che fare con l’8 marzo. Ma l’olfatto, invece, è stato piacevolissimamente accolto da un magnifico profumo di dolci proveniente da una delle migliori pasticcerie della città “La Mallorquiña” (migliore non soltanto a detta mia visto che naturalmente con un weekend non ho potuto provarle tutte…). Questa pasticceria è molto frequentata dagli spagnoli (io ho trovato solo spagnoli), per cui è poco turistica e si possono mangiare i prodotti davvero tipici e non quelli fatti apposta per i turisti.

 

Noi non ci siamo fermati subito ad assaggiare però, nonostante non avessimo nemmeno fatto colazione (incredibile: Iberia non serve pasti sull’aereo, se non a pagamento!) e abbiamo preferito dirigerci verso l’albergo e posare il bagaglio. Dopo un po’ di ricerche, siamo riusciti a trovare il nostro High Tech Hotel Petit Palace Italia (il nome non indica un rapporto privilegiato con gli italiani), un tre stelle che si trova in via Gonzalo Jimenez de Quesada 2, una traversa della Gran Vìa, la strada principale dello shopping. La catena degli High Tech Hotel è diffusissima in tutto il centro di Madrid eHigh Tech Petit Palace le stanze sono molto moderne e ben arredate. La denominazione High Tech indica solo la presenza di connessione a internet gratuita sia nelle stanze (se avete però a disposizione un portatile), sia nella hall in cui ci sono 2 postazioni con pc a disposizione di tutti. La stanza è sembrata molto pulita e abbastanza spaziosa. Il bagno è dotato di una doccia spaziale (un potente getto dall’alto, il classico telefono e 4 getti d’acqua che massaggiano il corpo), ma ha due pecche per noi italiani: la classica mancanza di bidet che (poveri noi) riscontriamo in tutti i paesi stranieri e una porta a vetri (oscurati) basculante… non proprio il massimo dell’intimità!
La colazione, nel weekend, è servita fino alle 11.00, in linea con le abitudini dei madrileñi, e il buffet è abbastanza vario (c’è una bella scelta di dolci, cereali, marmellate, uova, bacon, prosciutto, caffè, succhi di frutta, yogurt, ecc. ecc.)
Comunque il maggior punto di forza dell’albergo è sicuramente la posizione in pieno centro!

Palazzo MetropolisDopo esserci rinfrescati un po’, usciamo dall’albergo e iniziamo a passeggiare senza una meta ben specifica, per incominciare a entrare nell’atmosfera del posto e ci ritroviamo ad ammirare lungo la Gran Via i magnifici palazzi che ritroveremo un po’ ovunque in questa città. Arrivati a Plaza de Cibeles, con altre opere d’architettura quali il Palazzo delle comunicazioni e del Banco di Spagna, decidiamo di tornare indietro e di dirigerci verso Plaza Major.
Ci accorgiamo subito che aver comprato un carnet di 10 biglietti per la metro è stato davvero inutile: tutte le zone di interesse a Madrid possono essere girate a piedi, approfittando così di ogni minuto per godersi la città.

Arrivati nei pressi della piazza, veniamo accolti da un ottimo odore di frittura di pesce e otteniamo la conferma di quello che ci avevano detto: non c’è niente di più tipico di prendere un boccadillo de calamares e mangiarlo alla barra (seduti al bancone) oppure direttamente nella piazza. Che poi altro non è che un Boccadillos de calamarespanino (boccadillo) imbottito di frittura di calamari! Può non sembrare molto leggero… e infatti non lo è… ma cammina cammina cammina, vi assicuro che lo digerirete senza problemi! Comunque il commento è: BOOONOOO!!
Il pomeriggio (inoltrato, perché nel frattempo si sono fatte le 15.00) andiamo a visitare il Palacio Real. Il biglietto costa 8 € e permette di visitare il palazzo vero e proprio, l’armeria e la farmacia. La cosa più interessante da vedere è il panorama di cui si gode dalla piazza d’armi e l’armeria con le armature originali di Carlo V (che pancia!), Filippo II e gli altri grandi sovrani spagnoli, le armature dei cavalli e dei bambini. Impressionante notare quanto fossero piccoli di statura gli adulti.

Usciti dal palazzo, ci accorgiamo che proprio di fronte si trova la Cattedrale di Nuestra Señora de la Almudena, opera molto recente, in quanto iniziata nel 1879 e terminata all’inizio degli anni novanta del XX secolo. La cattedrale rispecchia stili diversi: neoclassico all'esterno, neogotico all'interno e neoromanico nella cripta. Ma la cosa forse più spettacolare sono le coloratissime vetrate, che creano dei magnifichi giochi di luce all’interno e rispecchiano uno stile molto moderno. Davvero un gioiello!
Alla fine della visita, decidiamo di andare a vedere anche l’Ermita di San Antonio de la Florida, dove si trova una cupola affrescata dal Goya e la sua tomba. L’ingresso è del tutto gratuito e la cupola molto bella. Nella sala sono posizionati anche 4 specchi che permettono di osservare meglio i particolari dell’affresco.
Ma prima di arrivare all’Ermita, troviamo un'altra piccola sorpresa per i nostri occhi: i Jardines de Sabatini, proprio di fronte alla facciata nord del palazzo reale, formati da fontane e tante siepi basse che costituiscono dei labirinti simmetrici.
Insomma la prima giornata è stata davvero intensa (soprattutto considerando la sveglia alle 4.45 del mattino…) e torniamo a riposarci un po’ in albergo e a trovare le forze per uscire di nuovo la sera.
La cena l’abbiamo consumata in uno degli innumerevoli bar de tapas del centro (ormai abbiamo assunto in pieno gli orari madrileñi: pranzo alle 15.00 e cena alle 10.30), rigorosamente tutto a base di fritto! Croquetas (ottime e un po’ differenti dalle nostre, perché con molto più formaggio e meno patate, e con il prosciutto cotto) e tortilla (una bella porzione abbondante e piuttosto alta di frittata con le patate).

Il giorno dopo, ci svegliamo ancora distrutti dal giorno precedente, ma riusciamo a trovare le forze per uscire a goderci un’altra splendida giornata di sole, ma decidiamo di andarci un po’ più cauti, per cui ci dirigiamo verso lo spettacolare Parque del Buen Retiro, che si estende per ben 118 ettari ed è uno dei luoghi più belli della città. Il tempo di fare colazione e di chiedere alcune informazioni alla reception e sono già le 9.30 quando usciamo. “Già” lo pensavamo noi, perché in realtà la città sembra proprio che dorma ancora. Ma per noi è anche meglio perché l’atmosfera è più rilassata e sentiamo di potercela prendere con calma…
Il parco è tenuto benissimo (come tutto del resto a Madrid) e non c’è segno di sporcizia: il verde è tanto e si ha un’impressione di grande ordine.
Le cose principali da vedere sono senz’altro il lago principale (si possono anche affittare delle piccole barche a remi per fare un giro), il roseto (anche se a marzo le rose non sono fiorite, è comunque affascinante), l’unico monumento pubblico al mondo dedicato a Lucifero (l’angel caìdo), la fuente de la alcachofa e il palazzo di cristallo (anche se pensavo fosse più spettacolare). Ma soprattutto godetevi la tranquillità e la pace di questo posto e rilassatevi!

Stazione di AtochaDopo questa visita andiamo verso la stazione di Atocha, ma non per prendere il treno o la metro: questa stazione è una vera e propria serra e lo spettacolo appena si entra è bellissimo. Un vero e proprio giardino tropicale, con temperatura costante di 24° e una umidità molto alta, all’interno di un edificio progettato da Alberto del Palacio Elissagne e Gustave Eiffel (quello della torre).
A pranzo decidiamo di provare una catena molto presente in tutta Madrid, VIPS, sulla Gran Via, dove con 19 € prendiamo un piatto di quesadillas con jamon y queso (tortilla con formaggio fuso e prosciutto) e dei VIPS Sandwich. Le porzioni sono abbondanti e il cibo è stato buono. Per concludere un caffè che “non è espresso ma è come l’espresso”… vabbè ci siamo capiti… ‘na ciofeca.

Il pomeriggio giriamo un po’ senza meta precisa e ci ritroviamo in Plaza de España (niente di spettacolare) per poi prendere la via del Templo de Debod. Ci avevano consigliato di andare al tramonto (in questo periodo dalle 19.00 in poi – il sole tramonta più tardi) e mai consiglio fu più adeguato! Lo spettacolo è davvero bellissimo: il sole illumina il tempio egiziano, posizionato su un’altura, esattamente di fronte e lo fa rispecchiare nel lago da cui si ergono le due porte del tempio. Dalla terrazza si può godere anche di un bellissimo panorama cittadino e sedersi sulle panchine dei giardini o sui muretti del tempio.

 

Tempio di Debod

Tornati per poco in albergo, giusto il tempo di una doccia e di cambiarci, andiamo a cena, decisi ad assaggiare almeno una paella! Il problema era evitare qualcosa di troppo turistico (siamo già rimasti scottati a Barcellona) per cui ci mettiamo davvero un bel po’ a decidere dove fermarci, poi, presi dai crampi della fame, entriamo in un ristorante asturiano, La Panera (Calle Arenal 19), e rimaniamo un po’ sconcertati, quando, manifestata l’intenzione di cenare seduti (invece di cenare alla barra) ci fanno salire in una sala molto elegante rispetto all’entrata che invece era molto più “alla buona”.
La nostra preoccupazione di quanto ci sarebbe costata la cena aumenta sempre più mentre ci rendiamo conto del numero di posate, del fatto che prima ancora di ordinare ci portano dei piccoli panini (rigorosamente appoggiati su un piattino per ogni commensale ai lati del tavolo) e ci servono un piccolo antipasto con patè a base di maiale con pepe verde, olive e bruschettine. Ma oramai eravamo entrati e pareva brutto uscire… così abbiamo iniziato a contare quante cene fuori avremmo dovuto saltare il mese successivo per recuperare la spesa.
Nel frattempo ordiniamo la famosa paella (di pesce) e ci portano una teglia enorme che il cameriere ci mostra orgoglioso e in cui i nostri occhi sbigottiti vedono un’aragosta!!
La teglia viene appoggiata su un tavolino affianco del tavolo e il cameriere ci serve i primi due piatti. Noi dotati di tutti gli attrezzini per mangiare l’aragosta diamo il via alle danze e il nostro palato resta davvero soddisfattissimo da un’ottima paella, succosa (non secca come quelle turistiche) e piena zeppa di pesce. I camerieri ci tengono d’occhio e non appena si rendono conto che il piatto in cui buttavamo i resti del pesce era un po’ pieno, vengono a cambiarci piatto e attrezzi!
Le porzioni comunque erano enormi e quando il cameriere viene a chiederci se volevamo finire la nostra teglia, siamo costretti a malincuore a dire di no…
La nostra impressione positiva sul posto è rafforzata anche dalla clientela, quasi totalmente spagnola.
Ma arriva il momento così temuto… il conto! I nostri occhi non volevano credere alle cifre scritte nero su bianco: 61 € totali per 2 persone!
Che sospiro di sollievo… Un conto davvero onestissimo per quella quantità di pesce, per un piatto così delicato, il servizio attentissimo, gli antipasti, acqua e birra. Considerate che in qualunque altro posto turistico per una paella non spenderete mai meno di 20 € a persona.
Vabbè l’abbiamo sfangata pure stavolta… J

L’ultimo giorno, quello della partenza… sig, decidiamo di fare una puntatina al Prado. Il museo è enorme e ci si potrebbe passare un’intera giornata dentro, ma sarebbe davvero massacrante: consiglio a chi fosse davvero appassionato (nel caso vi fermaste più giorni a Madrid) di andarci in più riprese. Il biglietto costa 6 € e all’entrata dovrete lasciare cibo e acqua e passare sotto un metal detector. Noi abbiamo visitato alcune opere degli autori che più ci interessavano (Caravaggio, Goya, Velazquez, Tiziano, Tintoretto…) e la mostra temporanea su Goya (El toro mariposa) e poi siamo usciti già distrutti.
A questo punto iniziava ad avvicinarsi l’ora della partenza, per cui siamo tornati al centro dove abbiamo pranzato con un altro bel boccadillo de calamares e abbiamo detto addio alla così accogliente Plaza Major.
Poi un’ultima passaggiata nel centro, il recupero delle valige in albergo e via verso l’aeroporto…

 

Davvero un bel weekend! E con giornate così calde e soleggiate che girare la città è stato davvero l’ideale…

Commenti

bello bello belllo!! mi hai fatto venire voglia di partire...e poi quelle aragoste!!!!

Scritto da: isabella | 10/03/2008

anch'iooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!
voglio andare subito a Madrid!!!!!!!!
mi hai lasciata senza parole......e non è cosa da poco, lo sai!
ho quasi percepito quei profumi e quei sapori che così bene hai saputo raccontare....mucho caliente la tua descrition......
non sarà corretta come espressione, ma rende l'idea no?
e bravi a tutti e due!!!
e comunque, bentornati alla realtà!
che bella accoglienza eh, con questo tempo.......!

Scritto da: ISA | 10/03/2008

Bello bello lo dico anche io... che nostalgia... ma vi devo tirare le orecchie!!! non siete andati alla cioccolateria San Gìnes, eravate praticamente lì...e nel ristorante asturiano non avete preso il sidro...è una delle cose più buone delle Asturie...ed è spettacolare come lo servono...birra...bah... :P
Cmq mi fa piacere che siate stati bene, Madrid è una città veramente accogliente...
Mi raccomando, non buttate via il carnet di biglietti...li possiamo riusare insieme...la prossima volta ;)
E come musei non si possono non visitare il Thyssen e il Reina Sofia...
Quindi il mio velato suggerimento è che voi dobbiate ritornare a Madrid.... O:)

Scritto da: Simo | 10/03/2008

che spettaccolo!!!!!!dopo tanto tempo che non vado da nessuna parte mi è venuta una gran voglia di partire immediatamente........
io il mio cuore l'ho lasciato a barcelona ma credo che madrid sia ancora più bella come ho sempre sentito dire......non rimene che andare!!!!!ps.che voglia di paella..........eh eh eh

Scritto da: Ale | 11/03/2008

Complimenti per il Blog
http://annuncilibrietestiusati.myblog.it/ - Libriusati

Scritto da: Libriusati | 16/03/2008

Che meraviglia...davvero per un attimo mi è sembrato di visitare quei luoghi, mangiare quelle pietanze..etc..complimenti....! Farò tesoro di questo di questo straordinario weekend!

Scritto da: Chiara | 18/03/2008

Vorrei andare al Templo de Debod!

Scritto da: Templo de Debod | 14/06/2011

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